
La Fondazione Volker Walter Feierabend, che di recente ha modificato la sua denominazione con lo scopo di dar lustro al suo Fondatore Volker W. Feierabend, è molto lieta di comunicare che l’undicesima edizione del “Premio Fondazione Volker Walter Feierabend” si terrà presso la Stadtgalerie di Kiel in Germania dal 13 giugno al 30 agosto 2026. La preselezione degli artisti, realizzata attraverso una call for artists online, ha permesso di valutare oltre un centinaio di application e dopo un’attento esame delle varie posizioni artistiche la Fondazione ha scelto i nomi dei 12 finalisti della mostra: Luca Boffi, Alice Faloretti, Selene Frosini, Annalisa Fulvi, Irinashkap, Martin Lucchini, Marco Mastropieri, Giulia Nelli, Federica Pamio, Emma Scarafiotti, Alessandro Sicioldr, Mattia Sinigaglia.
Due le novità di questa edizione: la prima è una onorificenza per l’arte, KUNSTAUSZEICHNUNG, conferita a The Prism e la seconda è la partecipazione fuori concorso dell’artista Roberto Rinella.
Da questa edizione il premio assegnato a ciascuno dei tre vincitori sarà utilizzato per l’acquisto di una o più opere che entreranno a far parte della collezione della Fondazione Volker Walter Feierabend per un valore massimo rispettivamente di euro 12.000 per il Primo Premio, euro 6.000 per il secondo Premio, euro 3.500 per il Terzo Premio.
Accanto al premio per giovani artisti, la Fondazione Volker Walter Feierabend assegnerà anche quest’anno un Premio alla carriera, circoscritto agli artisti documentati nella grande, enciclopedica collezione d’arte italiana della Fondazione. Un omaggio agli artisti di lungo corso che quest’anno presenterà le opere in collezione di Mario Raciti.
In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo, in edizione trilingue italiano, tedesco e inglese che documenterà tutte le opere in mostra edito da Manfredi edizioni (https://marettimanfredi.it/)
Stadtgalerie Kiel:
https://www.kiel.de/de/kultur_freizeit/stadtgalerie/index.php
Inaugurazione: 12 giugno 2026
Apertura al pubblico: 13 giugno – 30 agosto 2026
Selene Frosini, Alice Faloretti e Emma Scarafiotti sono le vincitrici dell’undicesimo Premio Volker Walter Feierabend, assegnato il 12 giugno alla Stadtgalerie di Kiel. Nella stessa occasione, la Fondazione ha conferito un premio alla carriera a Mario Raciti, una speciale onorificenza per l’arte a The Prism e presentato Fuori Concorso le opere di Roberto Rinella. Giunto all’undicesima edizione il Premio Volker Walter Feierabend viene assegnato ogni due anni dall’omonima fondazione tedesca a giovani artisti e artiste italiani under 40.
Primo Premio: Selene Frosini
Nata a Pontedera (PI) nel 1988 all’età di 10 anni si trasferisce a Carrara dove si diploma al Liceo Artistico. Prosegue gli studi a Firenze, dove si diploma all’Accademia di Belle Arti, sezione Scultura. Completati gli studi, rientra a Carrara dove approfondisce la tecnica scultorea della lavorazione del marmo specializzandosi sul campo e lavorando per artisti nazionali ed internazionali negli Studi d’arte Michelangelo. Artisti del calibro di Vanessa Beecroft, Abdel Abdessemed, Jan Fabre, Koen Vanmekelen e molti altri. Contemporaneamente porta avanti il suo percorso artistico personale subendo ad ogni passo il fascino del marmo, materia così elegante ed eterna, rendendola plasmabile e forzandone talvolta i limiti. In questi anni prende parte a mostre collettivee premi, partecipando a simposi in Italia e all’estero (Germania, Belgio, Egitto, Malesia). Vive e lavora a Carrara. Selene Frosini utilizza per lo più scarti di lavorazione recuperati nei laboratori e nelle industrie specializzate dove tutto ciò che non serve viene frantumato e tritato per ricavarne carbonato di calcio con cui si fanno cosmetici e alimenti. “La forma del blocco cattura da subito la mia attenzione, spesso si tratta di pezzi con tagli netti della lama o del filo diamantato da una parte e croste naturali dall’altra. Lasciando per lo più intatti i confini del blocco, inizio ad indagare nella materia per portarne alla luce l’essenza celata, attraverso un continuo dialogo con la pietra. Un microcosmo che si articola e si connette nel cuore del marmo, materiale che porta con sé una storia di milioni di anni. Un focus che penetra dentro il blocco e si fa riflesso di un’indagine interiore. Qui si animano legami e connessioni, pieni e vuoti, dove “lo spazio, inteso come vuoto, non è qualcosa di diverso dalla materia”.
Secondo Premio: Alice Faloretti
(Brescia, 1992). Inizia il suo percorso formativo a Brescia e nel 2014 si trasferisce a Venezia, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. In questo periodo sviluppa un nuovo approccio alla pittura, avviando una ricerca sempre più consapevole e personale. Espone in Italia e all’estero presso gallerie e sedi istituzionali e prende parte a premi come il 21° Premio Cairo. Nel 2022 partecipa alla residenza Palazzo Monti (Brescia) e, in seguito, alla residenza The Fores Project (Londra). Attualmente vive e lavora a Brescia, dove ha il proprio studio presso Fertile, seconda sede di Palazzo Monti. A proposito della sue opere, Alice Faloretti scrive “Le opere selezionate, seppur nate in momenti differenti, dialogano tra loro in modo organico, secondo una coerenza interna quasi necessaria: un’indagine intima sul paesaggio, in cui la pittura diventa insieme strumento di esplorazione e materia di ricerca. “Penso ai miei lavori come a ecosistemi in continua metamorfosi, campi di tensioni e relazioni di cui la natura umana è intrinsecamente parte, senza essere mai raffigurata. La sua presenza affiora attraverso stati interiori, memorie e tracce, come un’eco che attraversa il paesaggio. Le suggestioni nascono dal dato reale, trasformato sulla tela in una nuova morfologia ambientale: luoghi primordiali e trasfigurati, dove visione interiore e dimensione materiale si intrecciano fino a dissolvere ogni confine. Gli elementi naturali sono evocati, ma mai descritti compiutamente: sono presenze vive, ambivalenti, interlocutori sensibili con cui cerco un dialogo profondo e simbiotico”.
Terzo Premio: Emma Scarafiotti
(Augusta, 1996) è un’artista multidisciplinare e art director che opera nei campi del cinema, della performance e delle arti digitali. La sua pratica artistica consiste nella sperimentazione di vari mezzi espressivi, che spaziano dal cinema alla fotografia, dal suono alla performance. Queste diverse forme di espressione le consentono di trasmettere lo stesso concetto attraverso molteplici dimensioni, offrendo interpretazioni diverse. Il fulcro della sua ricerca esplora l’interconnessione tra l’umano e il non umano. La sua ricerca parte dal corpo come luogo di percezione ed esperienza, attraverso il quale esplora gli intrecci tra le specie, tessendo connessioni tra comunità umane e non umane – animali, piante e altri esseri viventi – mentre mette in discussione i confini di genere e specie. La sua pratica ha coinvolto principalmente la collaborazione con ballerini, poiché le sue storie spesso devono essere raccontate attraverso il linguaggio intimo e intricato dei corpi. Cerca di colmare il divario tra la società umana e l’ambiente naturale, sottolineando la loro intrinseca reciprocità. Scarafiotti dichiara che il suo lavoro: “si pone l’obiettivo di sollevare domande e stimolare riflessioni su tematiche sociali attuali, come quelle legate alle questioni di genere e alla violenza sul femminile. Indago inoltre scenari ibridi, interspecie ed ecologici, esplorando la coesistenza tra organismi e le possibili alleanze tra esseri umani e non umani. Da giovane artista sento la responsabilità di portare alla luce voci soffocate e realtà che spesso rimangono nell’ombra o vengono ignorate dal cinismo e dall’ottusità della società. Nel mio lavoro amo spingermi verso la sperimentazione di tecniche differenti. Sebbene prediliga l’utilizzo di mezzi analogici per la loro autenticità e per la dimensione poetica insita nel processo, sono consapevole di essere anche figlia delle nuove tecnologie e mi pongo spesso in maniera critica rispetto al loro utilizzo. Per questo motivo, in alcuni lavori ho unito linguaggi apparentemente opposti, come la pellicola e l’intelligenza artificiale, cercando di aprire una riflessione sul contesto contemporaneo e sui nuovi strumenti che si sono imposti nella pratica artistica.





VISITA VIRTUALE
GLI ARTISTILuca Boffi
Alice Faloretti
Selene Frosini
Annalisa Fulvi
Irinashkap
Roberto Rinella
The Prism
Martin Lucchini
Marco Mastropieri
Giulia Nelli
Federica Pamio
Emma Scarafiotti
Alessandro Sicioldr
Mattia Sinigaglia



